La pelliccia: grosso tema ampiamente dibattuto nei giorni scorsi, dopo la copertina di Amica con Irina Shayk. La copertina è davvero truce, i creativi avrebbero potuto pensare a qualcosa di meglio, ma io mi chiedo: il tema è stato davvero dibattuto? Secondo me no.
Ho letto valanghe di insulti e offese, ma dibattito serio e controllato, praticamente inesistente.
Innanzitutto: dall'inverno scorso la moda ha segnato il ritorno delle pellicce, ma non ho visto lettere indignate a Elle, Marieclaire, Vogue, Grazia, Glamour o Gioia (ma alla fine le pellicce sono state pubblicate su tutte le riviste di settore). Va tutto bene, gli amanti degli animali non si infervorano così tanto, finchè non si scrive un articolo sull'argomento. Quindi la pubblicazione negli editoriali o l'esposizione nelle vetrine delle pellicce va bene, ma un articolo in merito rasenta la blasfemia.
Io ammetto. Sono contro la violenza gratuita sugli animali, di qualunque tipo essa sia.
Sono inorridita allo zoo di Berlino davanti a un rinoceronte enorme in una gabbia forse 6x4, con il corno consumato a forza di strofinarlo avanti e indietro sulle sbarre della sua prigione, così come mi si stringe il cuore a vedere i video di certe crudeltà quali la vivisezione.
Ma nel mio ottimismo credo anche che oggi si possano trovare tecniche meno "disumane" per ottenere qualunque tipo di prodotto animale si voglia acquistare, dalla carne del pollo alla pelliccia appunto. Ci siamo nutriti e vestiti di animali da tempi immemori, e come vale per le proteine, (le vegetali non sostituiscono appieno le animali), così anche per le pellicce, non c'è paragone tra faux fur e volpe.
Ho sorriso, leggendo un commento di una blogger che consigliava a Irina di acquistare un Woolrich se avesse freddo: tale giaccone è imbottito con vera piuma d'oca 100% e ha un collo rifinito in lapin, che è un coniglio. Il vitello, il capretto usati per confezionare borse ed in generale tutti gli accessori in pelle con cui ci vestiamo sono frutto di crudeltà contro gli animali, se per crudeltà intendiamo allevarli in modo coatto e porre fine alla loro vita a nostro piacimento.
Allora mi chiedo: c'è una violenza di serie A e una di serie B? Perchè nessuno urla "assassino" a chi fa la spesa al supermercato? Perchè nessuno dice "tu puzzi di sangue" perchè si è nutrito di un altro essere vivente?
La pelliccia, purtroppo, sappiamo tutti da dove viene, e quindi certamente suscita sentimenti forti in chi sostiene la causa animalista. Ma perchè gli stessi sentimenti non vengono suscitati anche da prodotti di multinazionali famose per utilizzare bambini piccolissi per la confezione dei loro prodotti?
Questi sono i temi su cui secondo me si dovrebbe incentrare un dibattito, lascio a voi la parola, liberi di dire quello che pensate, ma gentilmente, senza insulti gratuiti.