Il 1 dicembre sono stata all’evento organizzato presso la boutique Rocca di Duomo “il tempo è delle donne”. Perno della serata è stata una ricerca, effettuata da AstraRicerche che ha analizzato il rapporto tra le donne e il tempo, appunto.
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| La vetrina della boutique Rocca in Duomo |
Ad oggi, però, questa situazione sta cambiando: infatti dal punto di vista statistico, oggi le donne di ogni età sono attente al loro modo di vivere il tempo, in termini di qualità e di quantità. Ovviamente ne godono di più le ragazze giovani e le donne di mezza età, che possono dedicare a sé stesse molto più spazio della fascia intermedia di donne in carriera che si dedica anche alla famiglia ed ha quindi meno tempo per sè. Il segnatempo, quindi si rivela uno strumento fondamentale per poter avere il pieno controllo delle giornate, che sono sempre più piene e frenetiche.
Ora capite perché solo oggi scrivo questo post: ho avuto bisogno di tempo, per meditare e riflettere su come io vivo il mio tempo. La mia è una vita molto frenetica, in cui sono sempre in movimento; lavoro molto, a volte inserisco eventi ed uscite alla routine lavoro/casa. Nel week end mi sposto verso la mia famiglia a Verona, e il mio fidanzato, che vive a Mantova, fa la spola tra casa sua e la mia, dato che purtroppo lavora anche il sabato mattina. L’unico stop me lo concedo la domenica, giornata in cui riesco a prendermela comoda, senza l’assillo delle varie faccende che devo sbrigare in ordine sequenziale, anche se poi puntualmente si ripresentano obblighi come il riordino e la valigia. Mi capita praticamente sempre di trovarmi a fine settimana senza avere fatto molte delle cose che avrei voluto/dovuto fare. Mancanza di tempo, o pigrizia? A volte purtroppo è la seconda. Vorrei davvero 30 ore al giorno, in modo da poter fare tutto ma avere anche dei momenti di ozio, e perché no, di noia. Oppure vorrei poter sfruttare meglio quelle che ho, senza mai lasciarmi sfuggire le occasioni di viaggio e divertimento. Avrei bisogno di una scansione rigida tra tutti gli impegni, ma questo vorrebbe dire aumentare ulteriormente il ritmo. Che fare quindi?! Paola suggerisce di trasformare alcune cose che “vorremmo” fare in una routine, ripeterle e farle diventare un evento automatico. Che dire… si potrebbe provare!
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| Fernanda Pelati AD Rocca e Paola Calvetti |
Al di là di questa disquisizione sul modo di vivere il tempo, durante la serata sono stati presentate anche delle meravigliose collezioni di orologi, tutti dedicati alle donne. Ed è mia premura dirvi che quest’anno, il premio dell’alta orologeria, è stato vinto proprio da un orologio di Van Cleef and Arpels , dedicato proprio alle donne.
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| Piaget |
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| Piaget |
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| Rolex |
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| Rolex |
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| Ulysse Nardin |
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| Ulysse Nardin |
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| Gaga Milano |
Sulla serata ho un piccolo commento personale. Ho trovato di difficile comprensione il collegamento tra la statistica e l’esposizione: trovo infatti che il rapporto tra donne e tempo sia abbastanza scontato al giorno d’oggi, ma quello che non è stato detto, è se oltre al rapporto con il tempo hanno cambiato anche il proprio modo di considerare il segnatempo, con un approfondimento della conoscenza sui meccanismi che stanno alla base di questo piccoli grandi gioielli di meccanica. Insomma, le donne amano certi orologi, solo perché simbolo di lusso, al pari di un gioiello di alta oreficeria, o ne apprezzano e ne conoscono maggiormente anche e soprattutto le qualità tecniche?!
Attendo risposte, ed anche scommesse! La mia al momento è la prima: le donne hanno inserito l’orologio tra i gioielli da possedere, ma ancora non padroneggiano la materia come certi uomini, trattando per lo più questo oggetto dal grande spirito come un mero elemento funzionale o all’opposto come un orpello.
chi paga davvero
lo sanno da prima quand’è primavera
o forse rimangono pronte
è tempo che gira”.
Luciano Ligabue

















